lunedì 29 gennaio 2007

Intervista a Vito Ferraina

Vito Ferraina nasce a Catanzaro nel 1949. Dopo il diploma presso l'Istituto d'Arte di Vibo Valentia, ha frequentato gli studi dei maggiori artisti calabresi, che hanno influenzato le opere che vanno dal 1970 al 1986.
L'elemento che non ha mai abbandonato è quello figurativo, che egli rappresenta attraverso tratti ora decisi ora impercettibili, dove le linee si intrecciano in vortici caotici di forme e colori, dando vita ad elementi di senso presenti e visibili, ma lontani da ogni rimando al passato.

Personalmente invidio molto questo pittore che, grazie solo ad un tratto veloce, riesce a definire la realtà, non fredda, ma intrisa di sentimento.


D: Domanda di rito: quando ha iniziato a dipingere e, soprattutto, spinto da cosa?

R: Se per dipingere s'intende disegnare e colorare, da quando ho incominciato a tenere una matita in mano. Alla pittura ad olio, invece, sono arrivato verso i 17 anni.


D: Che cos'è per lei la pittura?

R: Avendo cominciato da piccolo in modo del tutto spontaneo mi è sempre sembrata una cosa del tutto naturale come bere, mangiare o dormire, una qualità comune a tutti. Poi mi resi conto che non era affatto così. La cosa mi gratificò molto e allora ho fatto della pittura il mio mezzo espressivo per eccellenza.


D: Nella sua esperienza artistica ha sperimentato diverse forme d'espressione, passando per le varie correnti artistiche: ha trovato ciò che stava cercando?

R: Picasso diceva "io non cerco, trovo". Beato lui! Ironia a parte, penso di aver fatto molti passi avanti, ma c'è ancora da lavorare. Tradurre in segni e colore la realtà che viviamo, senza cadere nell'ovvio e nel banale (tendenza molto diffusa) è l'obiettivo, non facile, che mi sono posto.



Tutta l'intervista qua: Whipart Vito Ferraina

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