martedì 30 gennaio 2007

Fra Favole crudeli e Anatomy of a murder - Intervista ad Alessandro Grimaldi

Si destreggia alla perfezione fra il suo lavoro - arredatore e designer - e la carriera artistica. Nasce a Scicli (RG), ma vive attualmente a Ripe, in provincia di Ancona.
Attualmente Alessandro Grimaldi è impegnato in ben due esposizioni nell'ascolano: una è FAVOLE CRUDELI a cura di Stefano Verri con un intervento in catalogo di Lucilio Santoni presso il MIC - Museo Illustrazione Comica - Grottammare (AP) dal 2 dicembre 2006 al 28 gennaio 2007.
L'altra è ANATOMY OF A MURDER a cura di Luca Panaro presso la Galleria Marconi - Cupra Marittima dal 14 gennaio al 14 febbraio 2007.

Due esposizioni completamente diverse fra loro, ma decisamente legate da quel filo conduttore che le unisce: la decontestualizzazione. Le persone - o gli animali, le storie, gli ambienti - assumono l'aspetto di altre storie, mantengono la loro forma per raccontarne un'altra, totalmente diversa dal significato per la quale è nata. Il segno cambia, trasmuta per diventare un concetto, anzi, IL concetto che l'artista Alessandro vuole esprimere.

D: Domanda di rito: come e quando hai cominciato ad illustrare? E perché?
R: Non mi posso definire un illustratore, anzi, nel senso stretto del termine non lo sono affatto, il mio lavoro è più paragonabile a quello del D.J., perché effettivamente le immagini che utilizzo non vengono realizzate da me, bensì io attingo dalla rete, cercando immagini "globali", cioè appartenenti a chiunque, le decontestualizzo, le estrapolo cioè dal contesto originale dove le ho trovate, per poi inserirle nell'ambito di un mio progetto. Alle volte utilizzo solo parti d'immagini, singoli elementi, altre volte, con un intervento concettuale più radicale, ne decontestualizzo solo il significato mantenendone invariata la forma. Così facendo, l'immagine pur mantenendo l'aspetto originale, assume un nuovo significato nel contesto-contenitore da me concepito. Questo è quello che definisco decontestualizzazione del significato (decontestualizzazione concettuale). Uno dei rischi cui si va incontro quando si porta avanti questa metodologia di lavoro è l'imbattermi, frugando nella rete, in delle immagini che in un primo momento penso essere globali e solo dopo mi accorgo invece che sono riconducibili ad un altro artista; a questo punto l'immagine non è più globale ed il progetto perde di significato. Purtroppo è il caso di Favole Crudeli, solo adesso ho scoperto che le immagini appartengono ad un artista americano e che, quindi, l'intero progetto va riconsiderato...

Tutta l'intervista qui http://lnx.whipart.it/artivisive/2504/alessandro-grimaldi-intervista.html

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