"Tutti gli scrittori del passato - a partire da quelli medievali fino ai viaggiatori del XIX secolo - hanno ripetutamente parlato di "bei colli", di "bellezze dei campi", di "campagne ordinate e dilettevoli", una sorta di proiezione di quello che immaginiamo sia stato il biblico Eden. (...)
Dunque un tòpos ideale in cui non può che svilupparsi una tipologia di uomini orientati alla poesia e alla creatività oltre che al senso del fare (anch'esso manifestazione dell'istanza creativa)." Descrive così il critico Armando Ginesi il territorio marchigiano, come un paese dove prevale il senso della classicità, della misura, della tranquillità, attraverso le parole e sensazioni di artisti e scrittori. Le Marche sono da sempre fucina di artisti, in ogni campo.
E proprio trentacinque artisti marchigiani sono stati riuniti per rappresentare, per la prima volta, l'espressività artistica italiana contemporanea all'estero. Stiamo parlando della mostra "L'arte italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani", che si sta tenendo da novembre - fino al 13 febbraio 2007 - all'Accademia dell'Arte russa di Mosca. Da Adolfo De Carolis, agli inizi del Novecento, a Osvaldo Licini, Scipione, Pericle Fazzini, Edgardo Mannucci, Orfeo Tamburi, fino ad arrivare ad Arnaldo Pomodoro, Walter Valentini, Bruno d'Arcevia, Valeriano Trubbiani, Enzo Cucchi, e alla video-arte di Mario Sasso.La mostra è stata realizzata grazie all'intesa fra il Comune di Ancona e L'Associazione Marche Russia, in collaborazione con la Regione Marche.
Tutta la recensione qui: http://lnx.whipart.it/artivisive/2487/arte-marchigiana-russia-ginesi.html
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