Domenica 19 maggio alle 19.00
Whipart Onlus e l'Ass. Kamikazen
sono liete di invitarvi a
Scivolando nel sogno, leggimi Poe.
READING, MUSICA, ARTE
presso
Circolo Mix, Kamikazen, via San Faustino 5 - MILANO
Whipart Onlus* invita tutti nel lato oscuro dell'arte, organizzando un reading letterario ispirato alla poetica di Edgar Allan Poe, dal titolo "Scivolando nel sogno, leggimi Poe. 'Only this, and nothing more.'”. Si alterneranno sul palco autori e artisti emergenti, attori e poeti con brani originali e testi propri, a confronto con uno dei più grandi autori mistici dell’Ottocento.
L'evento, organizzato insieme all'associazione culturale Kamikazen, si svolgerà al Circolo Mix di Milano (via San Faustino 5), domenica 19 maggio dalle 19.
I Beatles lo hanno inserito tra i volti di Sg Pepper's, Lou Reed gli ha dedicato un intero album, è stato citato nel film Il Corvo e nella serie TV The Simpson, a Philadelphia la Running Press Kids lo ha reinventato in chiave steampunk. Poe vanta un lungo elenco di citazioni artistiche. Whipart cercherà con contagioso entusiasmo di rendergli un dovuto omaggio, anche grazie al contributo della libreria La Memoria del Mondo, della casa editrice Bompiani e della Liguori Editore.
La lettura dei testi (prosa e poesia) sarà alternata all’esibizione musicale dei Medulla, il cui dark cabaret, o "cantautoriale disturbato", si amalgama armoniosamente con le tematiche tanto care a Poe. Saranno eseguiti brani tratti dal primo album, Introspettri, con qualche anticipazione del secondo disco (in uscita a luglio), riarrangiati in chiave acustica per l’occasione. "Scenari gotici, immaginari mitologici, animo dark, attitudine rock. 'Introspettri' è effettivamente un bagno caldo nell'inconscio, una manciata di canzoni intime trasformate in cavalcate rock [...] recuperando sulla strada del rock, tanto la mitologia greca quanto gli incubi distorti di Tim Burton". (Rockit.it)
Seguirà pubblicazione di un ebook sull’evento, con promozione e diffusione a cura di Whipart.
GLI ARTISTI
Agnese Coppola, Carlotta Divitini (Medulla), Dino Petraroli, Bedo (Kamikazen), Francesca Tenchini, Giuseppe Bolognesi
Giuseppe Brambilla (Medulla), Giuseppe Filoni, Lucia Marino, Marco Piconese (Medulla), Maria Rizzo, Mario Vetrone (Whipart), Michele Andrea Scalzo (Medulla), Milton Fernandez, Roberta Ranaldi (Whipart), Sara Rossi, Valentina Chiodo (Whipart), Valentina Tagliabue, Davide Ferrari, Vanadia (Whipart), Vlasta Bari
LINK UTILI
L’evento su Whipart: http://lnx.whipart.it/letteratura/9238/evento-poe-fornaro.html
Facebook: http://www.facebook.com/events/552340491453866/?fref=ts
Kamikazen: http://www.facebook.com/pages/Kamikazen/336758103008435?fref=ts
Medulla: http://www.facebook.com/medullaofficial?fref=ts
Intervista: http://lnx.whipart.it/musica/9235/intervista-medulla-dark-cabaret.html
Introspettri: http://www.rockit.it/medulla/album/introspettri/13540
Rockit: http://www.rockit.it/recensione/13540/medulla-introspettri
sabato 18 maggio 2013
giovedì 24 maggio 2012
Le problematiche esistenziali nei dipinti di Fabio Esposito
Il versatile artista partenopeo sarà in mostra in una personale che mostrerà 15 anni di pittura, a Jesi (AN) dal 2 al 24 giugno 2012.
Tutte le opere di Esposito inseguono questo desiderio di ricreare l'esistente: egli lo fa a volte aderendo alle morfologie del reale, altre volte modificandole, esasperandole, rattrappendole oppure dilatandole, ingigantendole, alterandone i colori veri (disse una volta Schmidt-Rottluff ad un suo allievo: "Che problema c'è? Se vedi il mare rosso dipingilo di rosso"). Con queste esasperazioni grammaticali e sintattiche, Esposito racconta scene della sua Campania, caratteristiche come "O Presepio" del 1994; racconta episodi di vita raccolti negli spaccati urbani; crea realtà immaginarie proprie della cultura locale (come "Maschera nuda" o "L'abbraccio senza maschera", entrambi del 1991); dettaglia particolari-simbolo del nostro tempo, delle nostre tecnologie e delle conseguenti nostre moderne volontarie schiavitù (come "L'uomo e il suo computer" del 1994; "Tizia nel carrello" e "Operatrice al computer" del 1996; "La lavatrice di Eva" del 1997; "Vieni è ora di andare" del 1997; "Io vedo, tu tocchi, lei ascolta" del 1998; "Donna, video, donna, video, donna" del 2000; "Cuffia donna, cuffia uomo" e "PC", entrambi del 2001; "Donna cellulare, uomo cellulare" e "Riposando sul frigo", del 2004; "Il segno del comando" del 2005); inventa storie o descrive cronache lavorando sulla materia pittorica in modo da incidere segni profondi, esasperare i contorni delle figure (e qui le opere sono tante che vanno dal rispetto del modello naturale ad una libera ricreazione dello stesso dove le regole anatomiche, prospettiche, costruttive sono volutamente violate); realizza quadri delicati in cui scorre più evidente un afflato poetico ("Unione" del 1988; "I suoi sogni volano via" del 1989; "I sogni della nonna del 1991; "Matrimonio di Pulcinella "del 1992; "Sposa di pulcinella" del 1996; "Coppia del 1998"; "Coppia" e Danza notturna a Torre del Greco" del 2000; rasenta l'astratto con "Euterpe " del 1995 (Euterpe è la musa della musica: e come si potrebbe dipingere realisticamente la musica?) ma anche con "Grido" del 1192; si cimenta egregiamente nei ritratti ("Colonnello anglosassone" del 1995; "Freud" del 1999 e "Ananga" del 2010); ma sogna anche, con il sorriso benevolo della speranza, mediante "Volo notturno" del 2011, una vera e propria favola onirica di delicata qualità poetica. Quasi l'opposto di un dipinto del 1988, intitolato "WC", in cui la prospettiva espressionista si palesa attraverso la dimensione della registrazione esistenziale volutamente bassa. Ebbene questa tela è lacerata. Non si tratta di un incidente dovuto al trasporto o al montaggio o all'incuria di qualcuno. No, la lacerazione è il segno di una fase problematica della vita dell'autore. Io personalmente ho chiesto che l'opera non venisse restaurata e fosse esposta così com'è, con evidente il segno della ferita che un certo giorno le fu inferta, con rabbia, da persona diversa dall'autore. Perché mi è sembrato, così facendo, di dare senso pieno a quel che si è detto dell'Espressionismo, anche attraverso la registrazione di una traccia fisica di furore esistenziale. Un segno vero, esterno, si è aggiunto a quelli dell'artista. L'arte, non per niente, è composta di segni.
MOSTRA PESONALE DI FABIO ESPOSITO
Opere realizzate dal 1986 al 2011
Testo a cura di Armando Ginesi
Allestimento Renato Barchiesi
Presso Palazzo dei convegni
Corso Matteotti JESI (AN)
Dal 2 al 24 giugno 2012
Da martedì a domenica ore 16-20
Lunedì chiuso
INAUGURAZIONE
Sabato 2 giugno ore 18
Tutte le opere di Esposito inseguono questo desiderio di ricreare l'esistente: egli lo fa a volte aderendo alle morfologie del reale, altre volte modificandole, esasperandole, rattrappendole oppure dilatandole, ingigantendole, alterandone i colori veri (disse una volta Schmidt-Rottluff ad un suo allievo: "Che problema c'è? Se vedi il mare rosso dipingilo di rosso"). Con queste esasperazioni grammaticali e sintattiche, Esposito racconta scene della sua Campania, caratteristiche come "O Presepio" del 1994; racconta episodi di vita raccolti negli spaccati urbani; crea realtà immaginarie proprie della cultura locale (come "Maschera nuda" o "L'abbraccio senza maschera", entrambi del 1991); dettaglia particolari-simbolo del nostro tempo, delle nostre tecnologie e delle conseguenti nostre moderne volontarie schiavitù (come "L'uomo e il suo computer" del 1994; "Tizia nel carrello" e "Operatrice al computer" del 1996; "La lavatrice di Eva" del 1997; "Vieni è ora di andare" del 1997; "Io vedo, tu tocchi, lei ascolta" del 1998; "Donna, video, donna, video, donna" del 2000; "Cuffia donna, cuffia uomo" e "PC", entrambi del 2001; "Donna cellulare, uomo cellulare" e "Riposando sul frigo", del 2004; "Il segno del comando" del 2005); inventa storie o descrive cronache lavorando sulla materia pittorica in modo da incidere segni profondi, esasperare i contorni delle figure (e qui le opere sono tante che vanno dal rispetto del modello naturale ad una libera ricreazione dello stesso dove le regole anatomiche, prospettiche, costruttive sono volutamente violate); realizza quadri delicati in cui scorre più evidente un afflato poetico ("Unione" del 1988; "I suoi sogni volano via" del 1989; "I sogni della nonna del 1991; "Matrimonio di Pulcinella "del 1992; "Sposa di pulcinella" del 1996; "Coppia del 1998"; "Coppia" e Danza notturna a Torre del Greco" del 2000; rasenta l'astratto con "Euterpe " del 1995 (Euterpe è la musa della musica: e come si potrebbe dipingere realisticamente la musica?) ma anche con "Grido" del 1192; si cimenta egregiamente nei ritratti ("Colonnello anglosassone" del 1995; "Freud" del 1999 e "Ananga" del 2010); ma sogna anche, con il sorriso benevolo della speranza, mediante "Volo notturno" del 2011, una vera e propria favola onirica di delicata qualità poetica. Quasi l'opposto di un dipinto del 1988, intitolato "WC", in cui la prospettiva espressionista si palesa attraverso la dimensione della registrazione esistenziale volutamente bassa. Ebbene questa tela è lacerata. Non si tratta di un incidente dovuto al trasporto o al montaggio o all'incuria di qualcuno. No, la lacerazione è il segno di una fase problematica della vita dell'autore. Io personalmente ho chiesto che l'opera non venisse restaurata e fosse esposta così com'è, con evidente il segno della ferita che un certo giorno le fu inferta, con rabbia, da persona diversa dall'autore. Perché mi è sembrato, così facendo, di dare senso pieno a quel che si è detto dell'Espressionismo, anche attraverso la registrazione di una traccia fisica di furore esistenziale. Un segno vero, esterno, si è aggiunto a quelli dell'artista. L'arte, non per niente, è composta di segni.
MOSTRA PESONALE DI FABIO ESPOSITO
Opere realizzate dal 1986 al 2011
Testo a cura di Armando Ginesi
Allestimento Renato Barchiesi
Presso Palazzo dei convegni
Corso Matteotti JESI (AN)
Dal 2 al 24 giugno 2012
Da martedì a domenica ore 16-20
Lunedì chiuso
INAUGURAZIONE
Sabato 2 giugno ore 18
venerdì 6 agosto 2010
Ventisei volte Cabaret, amoremio!

Anche quest'anno ci siamo. Nonostante la pioggia e le trombe d'aria - che sembrano essere cicliche... ogni 5 anni proprio durante il Cabaret -, Il Cabaret, amoremio! sta per aprire il sipario al Parco delle Rimembranze di Grottammare (AP) .
Tre giorni di comicità emergente ed affermata, che vedrà diverse novità, venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 agosto dalle 21.
>>http://lnx.whipart.it/news/7356/cabaret-amoremio-grottammare-festival-umorismo.html
martedì 13 luglio 2010
SCANNER: Le Città Elettroniche di Mario Sasso

La Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP) ospiterà, a partire da sabato 7 Agosto 2010, la mostra: SCANNER: Le Città Elettroniche di Mario Sasso.
Si rinnova l’appuntamento con la grande arte che l’amministrazione comunale della città della riviera delle palme promuove, nella persona del Sindaco Giovanni Gaspari e dell’Assessore alle Politiche Culturali dott.ssa Margherita Sorge.
Ogni anno, nel periodo estivo, addetti ai lavori e non hanno la possibilità di confrontarsi con autori e tematiche artistiche di primissimo piano.
Quest’anno è la volta dell’artista MARIO SASSO, uno dei più grandi autori dell’arte elettronica in campo internazionale.
Nelle varie sale della Palazzina Azzurra saranno visibili “I Teli” e “I Pacchi”, installazioni delle opere pittoriche realizzate mediante l’utilizzo dell’elettronica e le installazioni dei video tra i quali “La Torre delle Trilogie”, visibile per la prima volta in Italia dopo il restauro, “Foot Print”, premio Golden Nica alla rassegna Ars Electronica di Linz.
La mostra è a cura del critico d’arte Giancarlo Bassotti.
Allestimenti: Per Eventi e Comunicazione di Renato Barchiesi
Catalogo: Grafiche Ricciarelli, Monsano, Italia
Grafica: Fabrizio Mariani
Ufficio stampa: Giovanni Desideri, Annalisa Cameli
martedì 25 maggio 2010
Whipart Onlus e Perrone Lab presentano CARIE - Storie di ordinaria (in)dipendenza

Giovedì 10 giugno 2010 alle 19 presso lo show room Meet 2 Biz Alzaia @ Naviglio Grande di Milano, Whipart Onlus e Perrone Lab vi aspettano per la presentazione di "Carie - Storie di ordinaria (in)dipendenza".
Il progetto "Carie" è nato dall'idea di realizzare un “quaderno” che raccontasse i nostri giorni, le luci e le ombre della nostra società da un punto di vista intimista e personale, lontano dalle manipolazioni dei media e da giudizi superficiali. Abbiamo scelto di raccontare la dipendenza, o meglio le dipendenze in senso lato, nelle loro più svariate manifestazioni, presentate non soltanto nella loro dimensione sociale ma anche e soprattutto in quella dell’esperienza personale.
Whipart Onlus, in accordo con gli autori, ha deciso di devolvere il 100% dei diritti d'autore a favore di iniziative e associazioni che si occupano di problemi relativi alle dipendenze.
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